CAPITOLO 3 – Il Giudizio del Tempo

 

CAPITOLO 3 – Il Giudizio del Tempo

La figura si dissolse in un bagliore sottile, lasciando dietro di sé un vuoto che sembrava rimbombare nel petto dei tre ragazzi.

Per qualche secondo non si mossero.

Non c’era più luce, né suono.

Solo un silenzio pesante, quasi innaturale.

Fabio guardò gli altri due, la voce tremante:

«Ragazzi… ci siete?»

Matteo annuì appena.

Poi si accorse che Andrea non rispondeva più.

Andrea era girato di spalle, immobile.

Sembrava bloccato nel mezzo di un movimento.

«Andrea?» chiamò Matteo, avvicinandosi piano.

Nessuna risposta.

Il corpo di Andrea si piegò leggermente in avanti, come se stesse per cadere.

Fabio allungò una mano per sostenerlo, ma la ritirò subito, colto da un brivido improvviso.

Andrea si raddrizzò di colpo.

Troppo veloce.

Troppo rigido.

«Andrea… che succede?» mormorò Matteo.

Lentamente, Andrea si voltò.

Gli occhi non erano più i suoi.

Erano completamente neri, profondi, vuoti.

Fabio trasalì e fece un passo indietro.

«No… no. Andrea? Che succede?!»

La figura non rispose.

Sollevò lentamente il braccio e puntò Matteo.

Matteo si irrigidì, il cuore che batteva troppo forte.

La voce gli uscì strozzata, rabbiosa e confusa insieme:

«Avevi detto che ero io il prescelto… perché hai preso Andrea?!»

La risposta arrivò bassa, lenta:

«Andrea ha ceduto.

Matteo no.»

Fabio sbiancò.

«Ceduto… come?»

La figura inclinò la testa, con un movimento innaturale.

«La crepa prende chi lascia entrare la paura.»

Matteo serrò la mascella, la rabbia che gli saliva addosso all’improvviso.

«Ridacci Andrea. Subito.»

La figura non si mosse.

«Non posso.»

«Perché?!»

«Perché il tempo ha bisogno di un tramite.

E Andrea è già dentro.»

Il terreno tremò.

Delle piccole crepe si aprirono sotto i loro piedi, allargandosi lentamente.

Il cielo sopra di loro si deformava, diventando una spirale scura e nervosa.

La figura parlò ancora, immobile.

«Ora tocca a te.»

Matteo fece un passo indietro d’istinto.

Fabio si mise davanti a lui, quasi d’impulso.

«Non lo tocchi!» gridò Fabio, la voce incrinata dalla paura.

La figura non sembrò notare il gesto.

«Matteo deve entrare nella crepa.

Lui è il prescelto.»

Matteo scosse la testa, il respiro spezzato.

«Prescelto per cosa?!»

«Per chiuderla.»

«E cosa succede se entro?»

La risposta arrivò senza esitazione:

«Scompari.»

Fabio scattò avanti, disperato.

«No! No! Non può farlo! Non può!»

La figura non lo guardò nemmeno.

«Se non lo fai, tutto crolla.»

Matteo guardò Fabio.

Gli occhi dell’amico erano lucidi, pieni di panico.

Poi guardò Andrea — o ciò che era rimasto di lui.

La sua voce tremò mentre parlava:

«Non decidi tu.»

E il mondo si spezzò un’altra volta.

Laura❤️

 

Commenti

Post popolari in questo blog

CAPITOLO 4- Il Primo segno

Ogni giorno un seme