La Polizia locale, facebook e restiamo umani di Teresa Faticoni
La vicenda delle due agenti della Polizia Locale di Latina ha scosso la città. Non solo per la dinamica dell’incidente, ma per tutto ciò che è emerso intorno: il silenzio istituzionale, le reazioni dei social, la fragilità e allo stesso tempo la forza di chi, ogni giorno, sceglie un lavoro che spesso viene dato per scontato.
Teresa Faticoni ne parla con un punto di vista diretto, lucido e profondamente umano, ricordandoci quanto sia facile giudicare da uno schermo e quanto sia difficile, invece, restare umani quando la realtà bussa forte.
“Ma andate a fare le multe”, “pensassero a dirigere il traffico”, “epperò sono passate con il rosso”. Ci mancava che le invitassero a fare la calzetta o a restare ai fornelli. Sono le cose più gentili che ho letto sui social riferite alle due rappresentanti della Polizia locale di Latina che sono rimaste gravemente ferite in un incidente mentre inseguivano un pregiudicato su uno scooter.
Oggi possiamo dirlo con gioia, sono entrambe fuori pericolo, un po’ acciaccate, ma fuori pericolo. E ci siamo levati un peso enorme dal cuore. Perché per uno stipendio che negli enti locali è quello più basso tra tutte le pubbliche amministrazioni, due ragazze nel pieno della vita,quella stessa vita la hanno messa in gioco per senso del dovere. Perché si fa così quando si è civil servant.
Serve scomodare Pasolini, a questo punto, non solo per dire della sua forza visionaria e contemporanea, ma proprio per spiegare con le sue parole perché dobbiamo tutti stare con le nostre ragazze della Polizia locale.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte / coi poliziotti, / io simpatizzavo coi poliziotti. / Perché i poliziotti sono figli di poveri. / Vengono da subtopaie, contadine o urbane che siano. / Quanto a me, conosco assai bene / il loro modo di essere stati bambini e ragazzi, / le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui, / a causa della miseria, che non dà autorità. / La madre incallita come un facchino, o tenera / per qualche malattia, come un uccellino; / i tanti fratelli; la casupola […]. E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci, / con quella stoffa ruvida, che puzza di rancio / fureria e popolo […]. Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
P. P. Pasolini, Il PCI ai giovani, «L’Espresso», n. 24, 16 giugno 1968, 13
Resta la necessità di una analisi su due fronti: il primo è quello dei social network e quello che sono diventati, il secondo è quello della risposta delle istituzioni al momento critico che sta vivendo la città di Latina in termini di sicurezza.
Partiamo da questo ultimo tema: veniamo da mesi di bombe che hanno funestato le notti latinensi, quelle ancora calde in cui tenevamo le finestre aperte e per cui era impossibile pensare ai botti di Capodanno. Era autunno.
Usciamo da albe impestate di fuoco nei portoni della case popolari.
Abbiamo ancora nelle orecchie la sveglia delle pale degli elicotteri che ci volano sulla testa alle prime luci del giorno.
E tutti a dire: ma le istituzioni dove stanno?
Ecco dove stanno: nel profondo senso del dovere di due esponenti della Polizia locale che non lasciano correre, ma si mettono in un rapporto di rappresentanza organica a dire che il Comune di Latina c’è, sta nella strada e la vigila a favore di tutti.
Poi è d’obbligo il discorso relativo ai social network, con una odiosa propensione per facebook che è diventata una fogna in cui riversare di tutto, un “bivacco di manipoli”, con tutto il funesto significato che la locuzione mussoliniana si porta appresso.
Purtroppo sui social network mentire è difficile, perché solo chi è bravo a scrivere riesce a dissimulare: e quindi esce la natura più greve dell’umano, fintantochè questo termina si possa ancora usare quando invece di urlare la massima solidarietà a due giovani ragazze ferite sul lavoro si impastrocchiano scuse e accuse nei loro confronti.
E allora cominciamo da queste cose: restiamo umani fino in fondo. Vicini ai nostri giovani, che si impegnano e decidono di non voltarsi dall’altra parte quando qualcosa non va. Restiamo umani
Aggiornamento: le due poliziotte locali sono a casa, stanno meglio. Tie’
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